Pil pro capite

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Convergenza tra paesi Ue e divario territoriale tra le regioni italiane     

UNO SGUARDO D'INSIEME

Il prodotto interno lordo (Pil) rappresenta il risultato finale dell’attività di produzione di beni e servizi delle unità produttrici residenti. Rapportandolo alla popolazione residente (Pil pro capite) si ottiene una delle più importanti misure del benessere di un paese, nonché il principale indicatore utilizzato nei modelli di crescita economica. Tuttavia, l’utilizzo esclusivo del Pil pro capite come indicatore del benessere è oggetto di molte critiche: considerando solo elementi monetari, trascura alcuni aspetti di fondamentale importanza della vita economica e sociale. Nel 2009 il Pil pro capite valutato ai prezzi di mercato è diminuito del 5,7 per cento in termini reali.


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

 
Pil pro capite nei paesi Ue [a][b]
Anni 2000 e 2009 (in parità di potere d'acquisto e variazioni percentuali)
 

[a] Dati aggiornati al 20 dicembre 2010. Eventuali differenze rispetto a quanto appare in altre pubblicazioni o banche dati nazionali ed internazionali possono dipendere da arrotondamenti o dal fatto che non siano state recepite le ultime revisioni dei dati.
[b] Alla Bulgaria è stato attribuito il dato relativo all'anno 2008 in mancanza di quello del 2009

Il livello del Pil pro capite, misurato in Ppa, è molto variabile tra i paesi dell’Unione. Nel 2009, si va dai 10.700 euro della Romania ai 63.900 del Lussemburgo. Tuttavia, in questo decennio emerge una tendenza alla convergenza del Pil pro capite: in linea di massima, i paesi partiti da un livello più basso, sono quelli in cui il Pil pro capite è cresciuto di più e viceversa. Nel 2000 il Pil pro capite in Ppa dell’Italia si collocava al di sopra della media dei paesi Ue15 e della Francia. Tuttavia, la crescita economica sperimentata dal nostro Paese, la più bassa d’Europa, ha comportato che nel 2009 l’Italia si trovasse sotto la media Ue15, e appena sopra quella Ue27. Nell’intervallo considerato, oltre alle crescite consistenti che caratterizzano la generalità dei paesi di nuovo ingresso, all’interno dell’Ue15 si distinguono le performance di Grecia (+36,9 per cento), Lussemburgo (+36,8) e Spagna (+31,4).

 

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

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Definizioni utilizzate

Il Pil utilizzato per l’analisi dei dati regionali è misurato ai prezzi di mercato, cioè al valore al quale i beni sono scambiati. Inoltre è valutato a prezzi costanti: la valutazione a prezzi costanti permette di isolare la variazione dei volumi dalla variazione dei prezzi, consentendo di misurare la crescita economica indipendentemente dall’influenza monetaria; nello specifico, la tecnica tramite la quale sono calcolati i valori costanti è il concatenamento attraverso gli indici di tipo Laspeyres. Il Pil viene rapportato alla popolazione media residente nell’anno. Nei confronti europei è stato utilizzato il Pil misurato in parità di potere d’acquisto (Ppa), che consente una migliore comparabilità internazionale, in quanto viene depurata l’influenza dei differenti livelli dei prezzi nei vari paesi.


Fonti

Istat, Conti economici regionali

Istat, Conti economici nazionali

Eurostat, National accounts

Pubblicazioni

Istat, Conti economici regionali, Statistiche in breve, 28 settembre 2010

Istat, Conti economici nazionali, Tavole di dati, 13 agosto 2010

Link utili

Istat/conti regionali

Istat/conti nazionali

Istat/datawarehouse

Eurostat/national accounts



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